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Agricola Lanzafame
L'Azienda
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Percorrendo la strada Provinciale Zafferana – Linguaglossa al km ....., si estende per circa venti ettari un rigoglioso noccioleto, di proprietà dell’Azienda “Agricola Lanzafame” che, anche oggi, viene coltivato secondo la rigorosa esperienza e professionalità acquisita nel corso degli anni da ben tre generazioni, le quali hanno integrato l’applicazione della moderna tecnologia di coltivazione ai sistemi tradizionali per ottenere, sempre, un prodotto con le caratteristiche proprie della Nocciola dell’Etna, unica e pertanto ricercata sul mercato nazionale e internazionale. Sono, inoltre, di produzione dell’azienda limoni e ciliegie. CLICCA PER GUARDARE IL VIDEO

All’interno del noccioleto si trova situato un agglomerato di case rurali, la maggior parte allestite tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. Tali strutture permettono di ammirare l’impiego della pietra lavica, sapientemente lavorata dagli artigiani del tempo e tradizionalmente utilizzata per la costruzione degli ambienti abitativi, dei palmenti e delle tinozze. Tutti questi elementi rendono memoria visiva della coltivazione della vite e della produzione del vino che ha reso fiorente il sistema economico di questo versante del territorio etneo fino agli anni della grande crisi del 1929 – 1930. Proprio in quel periodo si sono avute le prime esperienze di conversione delle colture esistenti con l’impianto e messa a dimora dell’albero di nocciolo.

L’azienda “Agricola Lanzafame” dispone di un locale arredato (fino a sei posti letto) e fornito di gas, luce, riscaldamento, con un ampio terrazzo da cui è possibile ammirare, a nord, la vastità dei noccioleti, l’Etna e i boschi circostanti; a est le coste che si estendono dalla Calabria fino a quelle di Siracusa. Inoltre sono visibili le sette lingue di lava che tracimarono dalle Ripe della Naca e\o Ripe di Saldara la notte tra il 3 e il 4 Novembre del 1928: a seguito dell’apertura delle bocche eruttive situate nelle immediate vicinanze, in poco tempo, il magma raggiunse e distrusse del tutto il paese di Mascali e lungo il suo percorso inghiottì campi e case di campagna, compresa una piccola porzione di terreno di proprietà dell’azienda di cui ancora oggi è visibile, sul confine nord, il deserto lavico, testimonianza del triste evento che indusse improvvisamente intere popolazioni nella miseria.

Passeggiando lungo i viali delimitati dagli alberi di nocciolo impiantati a sesto, è possibile immergersi in un ambiente incontaminato, dove la natura svolge quotidianamente i propri processi evolutivi stagionali, e incontrare e ammirare le diverse specie di animali abitanti del posto: il coniglio, la poiana, il colombaccio, la civetta, la gazza ladra, la volpe, il picchio, lo scoiattolo. Altrettanto caratteristici del paesaggio sono i braccianti, che giornalmente prestano la loro opera per la sistemazione del terreno e la coltivazione delle piante, sotto la guida del saggio don Peppino Lanzafame. Egli, in questi luoghi, ha trascorso buona parte della sua esistenza, perciò grazie alla sua preziosa memoria storica, nei suoi racconti è possibile rivivere gli eventi che negli anni si sono succeduti: dall’eruzione del 1928, quando con amara ma umana rassegnazione gli abitanti dei territori distrutti dalla lava iniziarono la dura opera di ricostruzione, reimpiantando e ricostruendo quello che il vulcano aveva loro distrutto; gli anni della seconda guerra mondiale e quelli del dopoguerra. E ancora i periodi della raccolta delle nocciole quando questa veniva effettuata in modo del tutto manuale, dalla fine di agosto ai primi di novembre, con l’aiuto della “chiurma”, composta per lo più da donne (provenienti dall’entroterra del messinese, Castell’Umberto, Mirto, Galati Mamertino, Tortorici) che in quei mesi trasferivano la loro dimora nei caseggiati esistenti all’interno del podere e in quelli circostanti alla contrada.

Oggi, al crepuscolo e nelle ore successive, è possibile percepire il “rumore del silenzio” tipico del posto, lontani dai ritmi frenetici imposti dai tenori e dai modi di vivere della civiltà del nostro tempo. In talune occasioni, ritornano alla memoria detti e racconti e con la fantasia è facile che si creino immagini sfocate degli episodi che particolarmente ci hanno colpito, e inevitabilmente riecheggiano i rumori, le sensazioni, i sentimenti, le passioni di un passato non molto lontano che in qualche modo ci appartiene.